sabato 10 settembre 2016

Il verbo nella scatola montessoriana

Nell'inedito trattato di Psicogrammatica, Maria Montessori ha dato indicazioni su metodi e materiali per avvicinare i bambini alla riflessione sulla lingua e sul ruolo che essa ha nella vita dell'uomo.
Il nome e il verbo, le parti principali del discorso, rappresentano, nel pensiero montessoriano, le due forze che presiedono all'"ordine delle cose" nell'universo della lingua: la forza della materia (il nome, che ci permette di nominare gli oggetti del mondo, rappresentato da una piramide nera) e la forza dell'energia (il verbo, che mette in relazione gli oggetti del mondo, rappresentato da una sfera rossa). Le altre parti del discorso sono in relazione con queste due parti principali (e in quanto tali contrassegnate da forme e colori che richiamano il nome o il verbo).




L'affermazione della centralità di nome e verbo è un'intuizione potente, oggi confermata dalle ricerche di tipologia linguistica (che hanno individuato in queste due parti del discorso degli "universali" linguistici) e dalle acquisizioni della neuroscienze (che hanno individuato aree diverse del cervello preposte all'elaborazione di nomi e verbi).
Significativa e innovativa - anche rispetto agli anni in cui veniva elaborata (quasi un secolo fa!) - la proposta di lavorare sull'analisi grammaticale e logica usando simboli e colori e lavorando con materiali che permettano di "flettere" e "muovere" le parole all'interno dei sintagmi e della frase,  allenandosi così a ordinare, classificare, organizzare.

Nelle scatole grammaticali proposte da Maria Montessori (oggi utilizzate nelle scuole montessoriane, disponibili in commercio ma facilmente realizzabili con forbici carta e colla), gli
esercizi principali della grammatica (flessione e accordo, spostamento e collegamento di parole) sono realizzati tramite cartellini rettangolari colorati, contenenti parole (da riconoscere e abbinare). Combinando e spostando i cartellini per disporli nei comparti delle scatole (o in scatole colorate da riempimento), si giunge progressivamente alla costruzione della frase, passando per l'identificazione dei sintagmi (i gruppi di parole: nome e articolo, per esempio).
Benché Montessori partisse da un principio classificatorio, che guarda alla corretta identificazione delle parti del discorso, più che alla struttura della frase (e quindi ai rapporti gerarchici tra le parti), le sue idee e i suoi materiali rimangono preziosi e innovativi rispetto a pratiche scolastiche saldamente ancorate alle vecchie logiche dell'analisi in colonna.






Uno spunto per insegnanti delle primarie. E non solo. 

1 commento:

  1. buongiorno, è interessante questo articolo, tanto più che sto usando un approccio misto tra Montessori e valenziale in questo periodo, ho una classe seconda primaria.

    RispondiElimina